Viaggio a Berlino: un calcio ai pregiudizi

Mi trovavo su un volo Alitalia, destinazione Catania. Il mio viaggio a Berlino era da poco giunto al termine. Ero triste (lo si è sempre quando si rientra da un viaggio) ma con un bagaglio pieno di emozioni. Nella mia testa frullavano tantissimi pensieri, avevo capito che viaggiare era l’unica cosa che mi rendeva veramente felice.

“Viaggiare, raccontare le mie avventure e condividere le mie emozioni. Ecco cosa vorrei fare nella mia vita”

Di getto inizio a scrivere tutto quello che mi passava per la testa. Berlino mi aveva stregato. Ed io avevo assolutamente bisogno di esternare tutte le mie emozioni. È stato in quell’istante, subito dopo aver finito di scrivere quello che sarebbe stato il mio primo post, che ho iniziato a sognare:

“Voglio aprire un blog dove poter parlare dei miei viaggi”

Allora non avrei mai immaginato che sarei riuscito a realizzare questo mio sogno. Avevo solo iniziato a tracciare un percorso. Oggi finalmente, dopo quattro anni, posso condividere con voi tutte le emozioni del mio viaggio a Berlino.

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Porta di Brandeburgo

Viaggio a Berlino: la mia prima città Tedesca

La mia prima città Tedesca non poteva che essere Berlino. Io e la mia ragazza, in realtà, abbiamo più volte discusso la meta in questione, dato che inizialmente la mia scelta era quella di andare a Dublino.

Sinceramente non ero molto convinto di partire per la capitale della Germania. Ho sempre preferito altre mete e devo dire che, la storia letta nei libri di scuola e i luoghi comuni mi hanno sempre condizionato al riguardo. Nonostante ciò sapevo che l’unico modo per far cadere ogni tipo di pregiudizio, era quello visitare quel luogo in prima persona.

Nel giro di qualche giorno prenoto i biglietti aerei e cerco un posto dove dormire: niente albergo, la ricerca si restringe solo ad ostelli e case in affitto. Questa volta mi sono affidato a Airbnb, trovando un appartamento presso il quartiere Prenzlauer BergBene, non restava altro che documentarsi e creare un itinerario che ci avrebbe permesso di vivere al meglio i 5 giorni nella capitale Tedesca.

Willkommen! Berlino e i berlinesi ci danno il benvenuto

Berlino ci da il benvenuto con le sue gelide temperature. Essendo siculo, passare da 15 a -3 gradi è stato un colpo basso, per non parlare poi di quando il termometro è sceso a -10!

Già dal primo giorno ho capito di che pasta era fatta Berlino e i suoi cittadini. La scena, che mi ha permesso di iniziare questo viaggio con uno spirito diverso, alla quale ho assistito non appena arrivato in città, non toccava direttamente me ma bensì mio cugino che era mezzo infortunato e con una stampella. Bene una ragazza Tedesca, si esatto Tedesca, di sua spontanea volontà decide di prendere la sua valigia e di aiutarlo.

“Ma i Tedeschi non erano freddi?”

Berlino: un mix di modernismo e di storia.

Berlino riesce a mescolare il suo lato moderno con quello antico e storico. Passeggiando lungo il maestoso viale Unter den Linden, che collega Alexanderplatz alla Porta di Brandeburgo, si nota come i musei e i palazzi contemporanei si mescolano tra di loro creando un mix perfetto.

Più ad ovest invece ecco il Tiergarten, un grande parco verde che prende il nome del quartiere, con l’imponente Colonna della Vittoria che ne fa da padrona. Con quel parco e quei grandi palazzi non vi nascondo, con i dovuti paragoni, che mi è sembrato di trovarmi per un attimo a New York.

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Torre televisiva e la Marienkirche (principale chiesa protestante di Berlino)

Per anni Berlino è stata campo di battaglia, sia nella seconda guerra mondiale che nel dopo guerra, quando Russi e Americani volevano mostrare al mondo la loro potenza (guerra fredda). Nonostante questo oggi è una delle capitali più importanti al mondo, centro di innovazione arte e cultura.

L’Isola dei musei ne è un esempio, nello spazio di diversi chilometri possiamo infatti trovare il Duomo di Berlino, e i 5 musei più importanti della città: L’Altes Museum (“Museo vecchio”),  il Neues Museum (“Nuovo Museo”), Altes Nationalgalerie (“Vecchia Galleria Nazionale”),  il Bode Museum e il Pergamonmuseum. Proseguendo verso ovest (direzione Unter den Linden) invece troverete un’altro importantissimo museo: il German Historical Museum.

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Alte Museum
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Duomo di Berlino

Berlino nasconde dentro di sé qualcosa di tragico e di misterioso, è come se indossasse una corazza. Vederla solo in superficie non ti permette di capire la sua storia. Ogni angolo, ogni strada va vissuta e osservata, ti rendi conto solo allora della sensazione di pesantezza che la città ti sta trasmettendo, come a voler mostrare il suo triste passato.

L’influenza della guerra e della divisione Est/Ovest

Come dicevo sia la guerra che la forte influenza del periodo della divisione (Est/Ovest) hanno segnato profondamente la città e i Berlinesi. 

Basta osservare i quartieri per capire, in parte, la storia della città, essere a Prenzlauer Berg, in Mitte o ad Alexanderplatz ti fa capire che quel lato di città era nelle mani della Germania Est (RDT). Discorso inverso invece se si visita la illuminata Potsdamer Platz o il quartiere di Schöneberg, attraversato dalla famosissima Tauentzienstraße ormai via dello shopping. 

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Tauentzienstraße via dello shopping

Ma per capire ancora meglio Berlino è d’obbligo visitare i due musei più importanti della storia del muro e della divisione Est/Ovest: il DDR Museum e il Museum Haus.

Sapete ho sempre pensato che l’avvenimento più importante avvenuto a Berlino fosse stato il periodo del nazionalsocialismo, di Hitler e della seconda guerra mondiale, ma mi sbagliavo. Visitando il Museum Haus (per quanto mal organizzato fosse) ho potuto approfondire una parte di storia che nei libri si studia in maniera superficiale.

Il museo è stato uno delle cose che mi ha colpito di più. Otre a spiegarmi passo per passo ogni avvenimento dal dopoguerra fino alla costruzione del muro mi ha mostrato come i berlinesi hanno vissuto nel terrore questo periodo storico.

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Checkpoint Charlie: posto di blocco situato a Berlino tra il settore sovietico e quello statunitense.

Inizialmente la RDT proclamò solo un blocco stradale, successivamente si passò al filo spinato ed in fine ad un vero e proprio muro di cemento. Il muro che ebbe ben 4 generazioni di costruzioni, fu innalzato in una notte sola, naturalmente con il passare degli anni fu migliorato.

Con la seconda generazione si ebbe anche la creazione della “Striscia della Morte”. Migliaia di famiglie furono divise, molti cercarono di passare buttandosi dal balcone, mentre i pompieri cercavano di prenderli con il telone.

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East Side Gallery: Bacio di Breznev e Honecker
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East Side Gallery

Con il passare degli anni aumentarono i tentativi di fuga, naturalmente non tutti andati a buon fine, chi tentò infilandosi dentro una valigia, chi addirittura con arco e freccia si fece trasportare da un filo metallico dopo aver agganciato il tiro in un palazzo al di là del muro.

Il Museum Haus spiega molto bene tutti questi tentativi di fuga attraverso foto, descrizioni e ricostruzioni, e non vi nascondo che ogni qualvolta mi immedesimavo nella storia iniziavo a pensare:

Come mi sarei comportato al loro posto? Avrei preferito rischiare la vita o vivere nel terrore e lontano dalla mia famiglia?

Berlino è quella città che ti tocca il cuore, che ti fa capire come un popolo riesce a rialzarsi dopo tutte le atrocità che ha passato. Berlino è la città della street-art, dei mercatini e dei viali pieni di luminarie nel periodo di Natale, della birra, dello street-food, dello svago e dei grandi centri commerciali. Berlino è la città del muro, dell’olocausto, dei memoriali, della guerra e delle persecuzione.

Berlino è la città della storia.

Berlino è Berlino. 

E mi ha insegnato una lezione di vita: mai fermarsi di fronte ai pregiudizi.

Luca

Un po' matto, un po' viaggiatore.
Amo la mia Terra e l’Etna, il vulcano che mi ha visto crescere. Grafico e Web Design nella vita di tutti i giorni, viaggiatore a tempo “determinato”. Pianificatore “maniacale” dei miei itinerari di viaggio, sfrutto il mio tempo libero per girare il mondo zaino in spalla, alla ricerca di emozioni uniche che solo i viaggi riescono a darmi.

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